AFRICA::KENYA

Lamu. The legend of the bird on the Ocean.

AFRICA:::KENYA
Lamu & Chyulu Hills
Shela, Lamu Island. Ashe oleg Enkai {Grazie Dio...}

Two drops in the Ocean.
Prima di lui, io non sapevo cos'era un leone.

Maestoso, imponente, maschio, nervoso, affamato, non-libero, su e giù senza mai distogliere lo sguardo dal posto dove arriva l'uomo che ogni giorno qui gli porta da mangiare.
“Vuoi vedere come danno da mangiare ai leoni?“ Bonni, il tassista a cui ho chiesto “sei libero,mi fai compagnia per il pomeriggio?“ è con me all'orfanotrofio degli animali, è ora di chiusura e piove a dirotto… siamo rimasti solo noi. Penso di andare davanti alla gabbia per vedere la scena ma corriamo in tre zuppi d'acqua; il primo dice KUJA KUJA, l'altro COME ON, COME ON…corro appresso a due sconosciuti. Dimenticato le chiavi, fanno cenno di abbassarmi, passo sotto travi di legno con chiodi arrugginiti a vista e…sono dentro la gabbia del leone! Sono dentro una gabbia che contiene altre tre gabbie, due per le due femmine e una per ognuno dei due maschi di leone. Li dividono in queste gabbie più piccole per dargli da mangiare. Ho il terrore! Lui arriva.. noi siamo in un corridoio accanto alla sua gabbia, posso fare solo due passi in avanti e lì c'è lui. Non mi piace stare qui, Bonni ha pure corrotto la guardia per farmi esserci perché è per tutto l'orfanotrofio che gli dico “andiamo dal leone“…non credevo mi prendesse così alla lettera…
Il leone fa paura, e adesso che è affamato si avventa su un pezzo di carne enorme, ruggisce e mastica accanto a me…è quasi buio, si vede appena. Terrorizzata mi nascondo dietro la schiena di Bonni che è proprio alto ma cazzo se sei incosciente Bonni! Mi nascondo come i bambini nel bush fanno dietro le gonne delle madri appena incontrano un mzungu. “Scatta le tue foto, non aver paura“ non faccio niente ho paura possa sfracellarci le dita, siamo così vicino, due passi! e Bonni, a meno di due passi perché ci sono io dietro di lui. Ripeto di continuo “attento alle mani“ e non so spigarmi perché sono preoccupata solo delle dita delle nostre mani. Non sarei mai entrata qui, è quasi buio, tremo, ma cerco il suo sguardo, nessuno dei miei obiettivi, nemmeno il grandangolo lo conterrebbe da qui.
Solo in un istante lui mi guarda, uno sguardo in cui speravo e che speravo mai mi desse. Due occhi che vibrano profondi e severi nel mio corpo, un istante che fa risuonare voci contrapposte che mi dicono “resta“ e “scappa“ come quando ti innamori e temi e aspetti ...che accada ciò che temi.
Da quell'istante, e per sempre, follemente rapita da questa creatura, pericolosamente innamorata di questo meraviglioso maschio d'Africa.
La vita attorno ad una pianta di Acacia! Il mondo selvaggio ha un delicato senso di gratitudine, qui c'è tutto quello che definirei eleganza e raffinatezza.
Ogni zebra ha un disegno di strisce unico, come per noi le impronte digitali o il nostro viso. Vivono in gruppo e hanno il senso della famiglia. Si puliscono, si confortano, si difendono dai leoni e dalle iene.
Le zebre di burchell in Botswana compiono la migrazione più insolita in natura, partono da un verde e florido paradiso ricco d'acqua per raggiungere torride saline dove assaggiare il sale di un antico lago. Una traversata di 270km verso l'inferno in cui molte di loro muoiono. Ma succede che si definiscono i rapporti, combattendo e difendendo, oppure aiutando in modo commovente i cuccioli che perdono le madri a staccarsi dalle carcasse e a continuare il viaggio...
Cerimonia pazzesca nella savana, i miei amici maasai hanno ucciso una capra e mangiato il cuore e il fegato e bevuto sangue mescolato al latte. La carne ha un gusto aspro/dolce, il sangue non ci sono riuscita a berlo ma mi hanno detto che sa più di latte che di sangue...comunque fico!:) lalasalama dal bush, qui le nuvole stanno coprendo le stelle ma sono sempre un miliardo in più di quella che vedo a Roma
Nei suoi occhi. Per un istante tutto ciò che è vivo mi è sembrato vivere nei suoi occhi. La fotografia avvicina, riflette l'anima, svela i pensieri…chi dice che quando viaggi e fotografi ti perdi molto perché non vedi, non ha mai fotografato per davvero…
Shariff, contadino e pescatore.
Questa la sua idea di felicità:
“My happiness is to be fisherman and to be a farmer and to sail the dao on the sea around the island and all my children they do some like me. I dream to have a good time to rest when I'm older“.
Shariff Ahmed Moahmed Maulana, fishermam from Shela, Lamu island
Kibele.
Kibele vuol dire “piuma di gallina“ lo chiamano così perché quando trova una gallina le strappa una piuma per pulirsi le orecchie...per lui la felicità è:
“Happyness for me is to go to Zanzibar, to have nice job, stay quiete and I wish I can help for your project and I wish everybody can join your project in the village.
Also I wish nice wife and nice sons, two boys and one girl, or two girls and one boy.
I wish all the best!“
Yussuf Alì “KIBELE“ Athman Muhammad Omar Al'Ahmud,
My tribe is Swahili and I'm a free man from small paradise...
The Grandma
The dancer
Moses {Bushman}
“Happiness dwels in every heart, but starts to be seen when there's satisfation because without food, clothing, someone will not be happy. but with all that you need happiness will found a place in you.
my dream is to have children and become a great reaggee phisician-musician“.
Moses Ngure (Bushman)
Gardener but avanced to a farmer
Nairobi, Gikuyu tribe
...dangerous companions!
Rafiki! Con Parashi, Pashiet, Mangia e Kapaito.
Suspended on a rainbow on our way back. The wilderness greets, the sky comforts...
Nakupenda sana, Afrika, Mungu akubariki!
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